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Every Breath You Take, Galleria Umberto di Marino, Dec. 18th 2018 – Feb. 22nd 2019

Every breath you take
curated by Alberta Romano

December 19, 2018 – February 22, 2019
Galleria Umberto Di Marino – Via Alabardieri 1, 80121, Naples

Artists: Eva Papamargariti, Giulio Scalisi, The Cool Couple 

ENG

Umberto Di Marino Gallery is pleased to present Every breath you take, a group show with Eva Papamargariti, Giulio Scalisi and The Cool Couple curated by Alberta Romano.
Every breath you take wants to build a path through the various forms that the manipulation of our surrounding can take. The works of Giulio Scalisi, The Cool Couple and Eva Papamargariti respectively investigate three aspects of everyday life: politics, signals/communication management, and nature, trying to describe their characteristics, their developments and their social, cultural and political implications with everyday life.

Giulio Scalisi presents in the spaces of the gallery Fontana Infinita, a project that is articulated through a site-specific installation and a new audio-video work. Through the re-enactment of a fake assembly, the artist presents a metaphor, deliberately simplified, on the current political and social organization of our countries. Scalisi creates characters and dialogues with a strong characterization, paying particular attention to our Western obsession with consumption and with the ownership of everything that doesn’t belong to us yet.

The Cool Couple also presents a totally new project. Their work Way out focuses the attention on the jammer, a device unknown to most people, that is capable of interrupting any type of transmission within a defined area, behaving as a frequency disturber. By demonstrating its potential, working on the aesthetics of the object and its presentation, but above all by clarifying the legal restrictions imposed to it, the operation of The Cool Couple wants to open the debate around the sensitive issue of the control and manipulation of signals and communications by a small number of people and government agencies.
Eva Papamargariti presents for the first time in Italy her video installation Precarious Inhabitants. The Greek artist, whose work was also presented at the last biennial in Athens, continues her research on the relationship between natural and artificial, organic and inorganic, human and technological. In her work natural and artificial creatures meet, chase each other, study and try to define their identity. In Precarious Inhabitants traces left by nature already became the paths of new and updated artificial scenarios.

The focus of the exhibition is on three different themes bound by their ties to current events and filtered by the sensitivity of three young contemporary artists.
In a historical period in which democracy looks more like demagogy, carrying on its political campaigns through social networks (see the Cambridge Analityca case or the way in which Facebook is used by the current president of the Philippines, Rodrigo Duterte), it’s important to reflect on the political dynamics that control our governments which seem to systematically exclude citizens from their decisions while giving them an illusion of power through social media.
In the same way, a good knowledge of some existing technologies and their public and military use could increase the attention on the management of our data and more attention on the device to which we delegate our life everyday. An illegal jammer that can be easily bought on the internet, for instance, is far less dangerous and powerful than a jammer used for strategic-military purposes like interceptions and radar interferences.
However, even the alteration of reality is something already under way, one need just think of the many experiments on audio and video manipulation. An example can be the GAN (generative adversarial networks) a class of artificial intelligence algorithms used in automatic learning to reproduce audio and images in a very faithful way. Ian Goodfellow, one of the developers of this technology, who currently works in the scientific research team of Google Brain, believes that in less than three years some false but totally plausible videos generated through the use of this technology will freely circulate . It’s a question of when, not if.
Considering all of these facts it seems therefore essential to reaffirm, through the eyes of three young artists, the centrality of this kind of reflections, in order to encourage questions and start to find the answers. In how many ways can our reality be shaped? How does the manipulation of reality shape our surroundings, believes and relationships while giving us the illusion of power? Are we really doing something to fight it? But above all, what does it mean today to be free and independent?The leitmotif of all the works seems to be the constant control that dominates our everyday life and, in this sense, the title of the exhibition is a non-literal quote of the famous song by The Police. For the exhibition the song is reinterpreted in a metaphorical way to try and translate the claustrophobia and the omnipresence that dominates our era, in which nothing seems to really belong to us.

Opening reception: Tuesday December 18, 2018 7 pm – 9.30 pm
Opening hours: Monday – Saturday 3 pm / 8 pm – Morning by appointment only

ITA

La Galleria Umberto Di Marino è lieta di presentare Every breath you take, mostra collettiva con Eva Papamargariti, Giulio Scalisi e The Cool Couple a cura di Alberta Romano.
Every breath you take
vuole costruire un percorso attraverso le varie forme che la manipolazione della realtà può assumere. I lavori di Giulio Scalisi, The Cool Couple ed Eva Papamargariti indagano rispettivamente tre sfere della quotidianità: la politica, la gestione dei segnali e delle comunicazioni e la natura, delineandone le caratteristiche, gli sviluppi e le implicazioni sociali, culturali e politiche di ognuna.

Giulio Scalisi presenta negli spazi della galleria Fontana Infinita, un progetto che si articola attraverso un’installazione site-specific e un nuovo lavoro audio-video. Attraverso la rievocazione di un consesso fittizio, l’artista mette in scena una metafora, volutamente semplificata, sull’organizzazione politica e sociale attuale dei nostri paesi. Scalisi dà vita a personaggi e dialoghi dalla forte caratterizzazione identitaria, ponendo una particolare attenzione sull’ossessione occidentale per il consumo e per il possesso di tutto ciò che è altro da noi.
Anche The Cool Couple presenta per questa occasione un progetto totalmente inedito. Il loro lavoro Way out si concentra su un dispositivo, sconosciuto ai più, in grado di interrompere qualsiasi tipo di trasmissione entro un’area definita: il jammer, ovvero un disturbatore di frequenze. Dimostrandone le potenzialità, lavorando sull’estetica dell’oggetto e sulla sua presentazione, ma soprattutto esplicitandone le restrizioni in ambito giuridico, l’operazione di The Cool Couple apre la discussione attorno a un tema delicato come quello del controllo e della manipolazione dei segnali e delle comunicazioni ad opera di un ristretto numero di persone ed enti governativi.
Eva Papamargariti infine presenta per la prima volta in Italia la sua video installazione Precarious Inhabitants. L’artista greca, il cui lavoro è stato presentato anche all’ultima biennale di Atene, porta avanti da anni una ricerca sul rapporto tra naturale e artificiale, organico e inorganico, umano e tecnologico. Nel suo lavoro creature naturali e non si incontrano, si inseguono, studiandosi e cercando di definirsi a vicenda. In Precarious Inhabitants le tracce lasciate dalla natura, nel corso della sua evoluzione, sono ormai diventate le strade da percorrere per lo sviluppo, sempre più perfezionato, di nuovi scenari artificiali.

Attraverso il percorso della mostra l’attenzione viene posta su tematiche più che mai attuali, filtrate dalla sensibilità di tre giovani artisti contemporanei. In un periodo storico in cui la democrazia assume, in maniera sempre più sfacciata, i contorni di una demagogia che porta avanti le proprie campagne politiche attraverso i social network (si veda il caso Cambridge Analityca o l’utilizzo di Facebook da parte dell’attuale presidente delle filippine Rodrigo Duterte), sarebbe imprudente non fermarsi a riflettere sulle dinamiche politiche che regolano gli attuali governi e che sembrano sistematicamente escludere i cittadini dalle proprie decisioni, dando però agli stessi una piena illusione di potere.
Allo stesso modo una conoscenza più approfondita delle tecnologie esistenti e del loro utilizzo, spesso autorizzato solo a un ristretto numero di persone, potrebbe suscitare una maggiore consapevolezza circa la diffusione e la gestione dei propri dati e una più attenta scelta delle apparecchiature a cui si è soliti affidarsi. Ad esempio i jammer che si trovano facilmente in commercio, seppur illegali, sono di gran lunga meno pericolosi e potenti dei jammer utilizzati per scopi strategico-militari usati per lo più per intercettazioni e disturbi radar su larga scala.
Tuttavia, anche l’alterazione della realtà è qualcosa di ormai già in atto, basti pensare ai numerosi esperimenti che ogni giorno si susseguono sulla manipolazione audio e video. Un esempio possono essere i GAN (generative adversarial networks) ovvero una classe di algoritmi di intelligenza artificiale usati nell’apprendimento automatico per riprodurre audio e immagini in maniera sempre più fedele. Ian Goodfellow, uno degli sviluppatori di questa tecnologia, che lavora attualmente nel team di ricerca scientifica di Google Brain, ritiene possibile che in meno di tre anni circoleranno liberamente video completamente falsi e totalmente plausibili generati attraverso l’utilizzo di questa tecnologia. La questione, quindi, non è più se, ma quando.
Alla luce di questi fatti sembra dunque essenziale ribadire, attraverso lo sguardo di tre giovani artisti, la centralità di riflessioni di questo tipo, al fine di sollecitare domande e iniziare ad avanzare delle risposte.
In quanti modi la nostra realtà può essere alterata? Fino a che punto la manipolazione della realtà è in grado di influenzare permanentemente la nostra visione delle cose, convincendoci che questo cambiamento non stia avvenendo? Stiamo davvero facendo qualcosa per impedirlo? Ma soprattutto, cosa vuol dire oggi essere indipendenti?
Il leitmotiv che unisce i lavori dei tre artisti sembra essere, dunque, il controllo costante che sovrasta la nostra quotidianità e, in tal senso, il titolo della mostra è una citazione non letterale del famoso brano dei The Police. In questa occasione la canzone viene riletta in chiave metaforica per tentare di trasmettere quel senso di claustrofobia e onnipresenza che domina la nostra epoca, in cui nulla sembra più appartenerci davvero.

Inaugurazione: martedì 18 dicembre 2018 dalle ore 19:00 alle 21:30
Durata: fino al 22 febbraio 2019
Sede espositiva: Galleria Umberto Di Marino – Via Alabardieri 1, 80121, Napoli Orario: lunedì – sabato ore 15:00 / 20:00 – mattina su appuntamento